Armocromia. La mia esperienza

Visto che l’argomento ha suscitato la vostra curiosità eccomi qui a raccontarvi la mia esperienza con l’.

Ma cos’è questa armocromia? Letteralmente significa “armonia dei colori”. In rete si trovano tanti articoli per chi vuole approfondire, in soldoni a partire da una teoria nata in ambito artistico nel secolo scorso si è arrivati a classificare le caratteristiche fisiche delle persone in quattro macro aree sulla base della temperatura (caldo/freddo), del valore (chiaro/scuro) e del croma o intensità (basso, medio, alto). Prendendo spunto dalla natura sono state classificate come le stagioni: inverno, estate, primavera, autunno. Inverno ed estate sono le stagioni dai colori freddi, primavera e autunno quelle dai colori caldi. Attualmente la maggior parte delle analiste usa il sistema con 16 stagioni (4 per ogni stagione principale). Sto semplificando moltissimo solo per far capire a grandi linee il contesto anche a chi non sa nulla di questo argomento, il mio intento infatti non è spiegare l’armocromia ma solo fornire una breve descrizione per raccontare cosa ne penso.

A questo punto è lecito domandarsi “a che serve tutto questo?”

Almeno una volta nella vita è capitato a tutti di voler apparire al meglio per piacere a se stessi o agli altri, per incontrare un cliente, per sostenere un colloquio, per evento importante della propria vita. Essere classificati correttamente in una stagione armocromatica permette proprio di conoscere i colori che ci valorizzano maggiormente e i campi di applicazione possono essere veramente tanti: trucco, accessori, scelta del colore dei capelli, abbigliamento, gioielli, montatura degli occhiali ecc.

Da amante dei colori e degli abbinamenti è una teoria che mi ha affascinata da quando ne ho sentito parlare la prima volta qualche anno fa. Ho letto alcuni blog inglesi e americani, guardato decine di tabelle e colori e alla fine avevo solo un gran mal di testa. Praticamente tutti dicono che è quasi impossibile fare l’auto-analisi perché non riusciamo ad essere obiettivi con noi stessi. Sarà anche vero, ma io ho trovato decisamente più fuorviante vedere la stessa attrice analizzata in 16 stagioni diverse (per ovvie ragioni visto che la maggior parte delle foto dei personaggi famosi sono scattate ad eventi, con trucchi molto marcati, con ritocco fotografico, ecc ecc e non alla luce naturale e senza trucco) e con tabelle dove l’oro diventa una volta giallo ocra, un’altra marroncino e un’altra ancora senape. A questo punto è più utile avere una lista con i nomi dei colori anziché l’immagine :D Inoltre, dal colore del monitor, a quello stampato su carta, ai tessuti, alle polveri dei cosmetici c’è un abisso.

Senza falsa modestia ho imparato da sola a capire quali colori mi stanno meglio o mi fanno sentire meglio (che per me è esattamente la stessa cosa) e pian piano ho eliminato tutto il resto. Non sono nemmeno sempre gli stessi colori perché col passare del tempo cambiano anche i gusti. Ho provato cosmetici di tutti i colori e i finish, ma sbagliando e osservando ho capito cosa non funzionava. Sono rimasti solo i trucchi della mia stagione? Assolutamente no. Certo ci vuole un po’ di tempo e auto critica, ma analizzarsi da soli è fattibile.

So che mi vedo decisamente meglio con i colori caldi e un po’ cupi, gli smoky eyes e i rossetti di uno massimo due toni più scuri rispetto a quello delle mie labbra, meglio se leggermente glossati. È il mio modo di truccarmi, che mi piace e che mi rappresenta.
Per quanto riguarda l’abbigliamento per il lavoro ammetto che faccio un po’ di fatica a trovare la mia dimensione. Mi piacciono i capi colorati e nella vita di tutti i giorni mi va benissimo, ma per l’ufficio mi sono rifugiata nel classici nero e blu (il grigio – sia caldo che freddo – mi sta malissimo per dire). Ogni tanto compro qualcosa di diverso, ma lo indosso poche volte perché sembro o troppo giovane o troppo vecchia, mentre vorrei solo avere un aspetto professionale.

È stato per questo motivo (ma anche perché sono curiosa!) che mi sono iscritta ad un gruppo dedicato su Facebook. La mia idea era fare l'”infiltrata” e prendere qualche spunto dalle altre ragazze visto che al 95% avevo già capito la mia stagione. Non volevo farmi analizzare, non ho più piacere di mettere mie foto in rete (nemmeno su un gruppo chiuso), ma soprattutto non mi convince molto l’analisi fotografica. Una foto scattata in orari, punti della casa e dispositivi diversi può far sembrare molto diverso anche il colorito del viso, la qualità delle foto caricate sul social è ulteriormente ridotta e, per quanto si possa essere bravi, capire i colori reali è un terno al lotto. Ho notato che il gruppo è usato principalmente da chi posta i propri album di foto in attesa di farsi analizzare, ma proprio in quel periodo stavano organizzando una sorta di tour con l’appoggio di alcune bioprofumerie per analisi gratuite dal vivo. Siccome c’era un evento di lì a pochi giorni e relativamente vicino casa mi sono prenotata.

L’analisi è andata in modo leggermente diverso rispetto a quanto immaginassi. Quando sono arrivata in negozio mi hanno detto che erano un po’ indietro sulla tabella di marcia perché le prime analisi erano durate più del previsto e ci sarebbe stato da aspettare. Nel frattempo sono arrivate altre ragazze in anticipo rispetto alla prenotazione più le clienti abituali. Nel giro di mezzora il negozio (che è piccolo) era pieno e sia la titolare che l’analista hanno dovuto accelerare un po’ le cose per accontentare tutti mentre si sovrapponevano analisi, domande, clienti che cercavano di pagare (giustamente).

Quando è arrivato il mio turno l’analista non ha potuto dedicarmi più di qualche minuto, mi ha accostato alcuni scampoli di tessuto vicino al viso, mi ha provato un rossetto per avere conferma e mi ha detto che sono un Autunno Profondo, quindi dal sottotono caldo, che devo scegliere colori profondi, evitare i colori troppo chiari e definire le sopracciglia. Niente di nuovo insomma, le stesse conclusioni a cui sono arrivata da sola col tempo, anche se mi sento più a mio agio con toni più soft ;) Mi ha elencato un sacco di prodotti da bioprofumeria, ma io non li uso (tranne qualche ombretto Nabla) e non ho modo di dire quali fra i miei cosmetici siano effettivamente “in stagione”, ma era più per curiosità che per altro. A quel punto, però, non c’era più tempo per fare domande sui colori per l’abbigliamento/accessori, che poi era l’unica cosa che mi interessava davvero, ma probabilmente non sarebbe stata parte dell’analisi gratuita in ogni caso. Continuerò a sperimentare in autonomia ;)

L’esperienza in sé non è stata né negativa né positiva. L’analista è una ragazza molto disponibile e paziente, non ha mai detto “questo no, questo sì”. Lei mi vedeva meglio con rossetti belli scuri e cupi, io non li indosso volentieri da tempo e preferisco quelli più chiari, ma appunto non mi ha detto no, semplicemente di evitare i rossetti ad effetto correttore. Allo stesso tempo non mi ha nemmeno rivoluzionato la vita perché di fatto applico i consigli che mi ha dato già da anni.

È sicuramente un buon punto di partenza per chi ha poca dimestichezza con i colori, ha difficoltà a capire il sottotono caldi/freddi o non si è mai truccato.
Dal mio punto di vista è uno strumento utile solo se usato come trampolino per iniziare con le proprie sperimentazioni e trovare una personale comfort zone, ma con più leggerezza rispetto a quanto ho visto in giro in questi anni. Ho letto troppi commenti su pagine/gruppi/siti/blog che mi hanno spiazzata.

“ti devi abituare” ad ogni “non mi piace”
“devi farti l’occhio” ad ogni “non è il mio stile”
“stasera ho trasgredito usando i colori di un’altra stagione!”
“so che non avrei dovuto comprarlo perché non è della mia stagione ma mi piaceva troppo” ad ogni nuovo acquisto
“aiuto tutto il mio armadio è da inverno e sono estate, devo buttare tutto!” ad ogni conferma di stagione
“questo trucco non ti valorizza” e a me sembrava molto bello e bilanciato
“come stai bene così!” e io vedevo solo una ragazza sovrastata da colori pesanti che le nascondevano il viso
“questo ombretto può andare bene solo per autunno soft chiaro, questo solo alle autunno soft profondo” e gli altri come le fanno le sfumature nella piega e come illuminano l’arcata sopraccigliare?

Non è una religione fondamentalista. Non ci arriva una multa a casa se usiamo colori che non ci valorizzano al 100%. Altrimenti finiamo per essere truccate tutte allo stesso modo e per comprare gli stessi vestiti. E non dobbiamo chiedere scusa a nessuno se ci piacciono colori che secondo un’altra persona non sono della nostra stagione. Ecco, partiamo dal presupposto che per quanto una persona possa essere brava con l’analisi si tratta pur sempre di una sua valutazione soggettiva, non è una scienza esatta. Di fatto ognuno di noi può avere una percezione dei colori e dell’armonia molto diversi, io per prima so di percepire il rosso in modo più intenso di quanto non sia in realtà, ma questo non significa che qualcuno stia “sbagliando”.

Insomma, prima di buttare all’aria trucchi e vestiti con i quali fino a ieri vi sentivate a vostro agio pensateci un attimo. Le persone che incrociamo per strada o che incontriamo al lavoro hanno una loro personale opinione di cosa è adatto/non adatto ad ogni contesto, molti non distinguono nemmeno il blu scuro dal nero, figuriamoci se capiscono quando siete armocromatiche!
Quando si esce dalla scuola/università e si viene catapultati nel mondo là fuori è come sbattere forte la testa contro un muro. Nella migliore delle ipotesi lavorerete in un contesto dove o non interessa a nessuno come siete truccate/vestite e potete esprimervi liberamente o siete voi il capo. Nella stra grande maggioranza dei casi dovrete adeguarvi.

Durante un colloquio spiccano di più qualità come l’educazione, essere sicuri di sé e presentarsi con un sorriso (come diceva la mia docente “quella nervosa, musona e antipatica in ufficio ce l’hanno già”). I colloqui vanno male principalmente perché la gente non sa bene cosa sta cercando o vuole un clone dell’impiegato che ha dato le dimissioni di punto in bianco e non sanno come sostituirlo. O vanno male perché ci remiamo contro da soli con eccesso di insicurezza, ansia, timidezza, arroganza, supponenza o maleducazione.
Un occhio più attento potrà anche cogliere l’armonia dei vostri colori, ma è una carta che potete giocarvi giusto come “biglietto da visita”, per esperienza diretta vi assicuro che il selezionatore nota in primis se siete ordinati e puliti (non sono qualità così scontate, purtroppo).

La mia modesta opinione è che conta quello che vedono i nostri occhi, al di là di tutto è perfetto quello che ci piace.
Se quello che vediamo non ci piace l’analisi armocromatica può essere uno strumento utile per chi ha voglia di sperimentare con i colori che gli stanno meglio e trovare il proprio stile. Invece noto che molti la usano come arma difensiva, così diventa un guscio protettivo gli per insicuri che temono costantemente il giudizio altrui, solo che il rischio è apparire come soldatini con la stessa divisa, una per ogni stagione. Capisco che faccia sentire meglio, ma è questo che si percepisce da fuori.

One comment

  1. LaDama Bianca says:

    Ti ringrazio molto per aver scritto questo post. Conosco l’armocromia da anni ma me ne sono interessata solo da febbraio/marzo dello scorso anno e la mia esperienza al riguardo è stata molto positiva. Ero molto curiosa di conoscere anche la tua.
    Guardandoti avrei pensato tu fossi Asp e non Ap, ma appunto anche io ho potuto “ragionare” la cosa solo in base alle foto che hai postato negli anni.

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